Nascita di una coreografia atlantica

29 settembre 2014 . LE PROVE

#cartolinedaholstebro

Odin2014

Come si lavora bene qui!
Abbiamo iniziato subito a ripensare Sulla difficoltà di dire la verità: a come migliorarlo, dare alle scene più ritmo, mantenere tesa l’attenzione del pubblico per tutta la durata del testo di Brecht, fare in modo che resti impresso a lungo nella memoria degli spettatori… E forse suggestionati dalla storia, non solo dell’Odin, ma di tutti i teatri novecenteschi che si respirano tra queste mura, ci sono venute presto in mente alcune nuove idee da sperimentare in queste due settimane di lavoro.
Abbiamo deciso di provare a inserire nella nostra lettura-concerto dalle Cinque difficoltà per chi scrive la verità un momento coreografico, in movimento, a mo’ di terzo intermezzo, che tragga ispirazione dagli esercizi biomeccanici di Mejerchol’d. Gli archivi e la biblioteca del NTL sono stati per questo lavoro fondamentali. Un’attrezzata e accogliente Video Room, che raccoglie oltre agli spettacoli della compagnia, anche le dimostrazioni di lavoro, le conferenze, gli incontri dell’ISTA e molto altro ancora, è stata il luogo dove abbiamo potuto osservare in video il lavoro di Bogdanov e dei suoi allievi, avvalendoci della minuziosa analisi che Eugenio Barba ne faceva nel ’95 applicandovi i principi della sua antropologia teatrale.
Nel tempo restante, mentre uno di noi è impegnato in lavori d’ufficio, l’altro sistema i sopratitoli in inglese che permetteranno al pubblico non italiano di comprenderci la sera del 7 ottobre. In più stiamo anche imparando il prologo dello spettacolo in inglese, per una piccola sorpresa che abbiamo in programma di portare sabato mattina tra le strade del centro di Holstebro.
Per il resto, il tempo fugge e non basta mai. Stiamo iniziando a ridurre le ore di sonno per averne un po’ di più da dedicare ad altro, ma la strategia non sembra risolvere veramente il nostro problema. Ogni cosa qui dentro è densa, piena di storie e storia. Dietro ogni angolo si nasconde una sorpresa, dietro ogni porta una persona con cui sarebbe fantastico poter dialogare per giorni interi. Gli archivi e la biblioteca sono pieni di materiali che meriterebbero una residenza a parte, ma allo stesso tempo, le condizioni di lavoro ideali in cui ci troviamo, ci fanno avere una gran voglia di provare. Se soltanto questo maledetto tempo che scorre così in fretta si potesse fermare!