Anche l'alberello fuori piange la nostra partenza

7 ottobre 2014 . SALUTI

#cartolinedaholstebro

Odin2014

Ieri notte, dopo cena, quando ormai tutti erano andati a letto, ci siamo messi a preparare una piccola sorpresina d’addio per la riunione settimanale di stamattina.
Già nel pomeriggio siamo andati al supermercato, in cerca di burro non salato per fare una torta… Dopo una serie di tentativi senza successo, ci siamo fatti consigliare da Nathalie Jabalé, che lavora nell’ufficio produttivo-amministrativo e abita in Danimarca da ormai diversi anni… E abbiamo scoperto che da queste parti il burro salato si usa sempre per fare le torte!
Alla fine, la torta al cioccolato che avevamo in mente è venuta benissimo! Forse anche più buona del solito (qui i latticini sono davvero spettacolari… e si sente!)!
Tutti sono stati contenti della sorpresa, anche se, a dire il vero, molti l’avevano già adocchiata prima dell’inizio della riunione, quando sono passati a farsi un caffè in cucina di prima mattina. Per fortuna, abbiamo pensato bene di scrivere anche noi un bigliettino intimidatorio, come quelli che riempiono con consigli preziosi le stanze di questo posto meraviglioso.
Finita la riunione, abbiamo iniziato a prepararci alla partenza. Abbiamo fatto le valige, pulito la nostra stanza e la sala in cui provavamo… E subito dopo si è fatta l’ora di prepararsi allo spettacolo, che avremmo aperto al pubblico già alle 19.00.
Fuori ha piovuto tutto il giorno…come se anche l’alberello di fronte alla finestra della cucina, che per tutte queste giornate ha accompagnato le nostre merende pomeridiane, stesse piangendo con noi la nostra partenza… Per fortuna, la nostra fantastica fotografa Rina ci è venuta presto a rallegrare con uno dei suoi sorrisi per una pausa caffè. E intanto, Jan Ferslev e Claudio Coloberti, che si sono autoincaricati nostri cuochi per la cena di stasera, hanno iniziato a riempire i fornelli di prelibatezze…
Appena finito lo spettacolo, durante gli applausi, abbiamo timidamente (e goffamente) consegnato un nostro piccolo dono a Eugenio Barba e agli attori della compagnia, il saggio Come le lucciole di Georges Didi-Huberman, che così fortemente ha segnato il lavoro di ErosAntEros negli ultimi anni… Subito dopo, siamo saliti con Barba nel suo ufficio, dove ci ha regalato un’altra ora del suo tempo per parlarci del lavoro che aveva appena visto.
E’ stato di una generosità sconvolgente. La sua lucidità e precisione nel parlare del nostro spettacolo dimostravano un’attenzione incredibile durante la sua visione. In più, oltre a salutarci con il più bello dei saluti, ovvero, un “a presto!”, ha voluto donarci, a sua volta, qualche testo da leggere… Insomma, imbarazzatissimi, ma allo stesso tempo felici come non mai, ci siamo ritrovati a seguirlo nella libreria della compagnia, dove tra gli scaffali dei loro libri stampati in tutte le lingue, sceglieva quelli da regalarci, apponendo sulla prima pagina di ognuno un pensiero affettuoso… Eravamo ancora più goffi che durante gli applausi di poco prima e profondamente commossi da tutto questo calore e gentilezza. Come avremo fatto la mattina seguente ad andarcene via?! (Per fortuna abbiamo in programma di continuare a seguirli in Italia già da dopodomani!)
Subito dopo siamo corsi alla cena nella biblioteca, dove gli altri ci stavano aspettando da un po’.
La tavola era imbandita con una lunga tovaglia rossa, coperta di vini e cibi profumati. Una ventina di sorrisi ci aspettavano e sembrava quasi si stesse celebrando una grande festa di famiglia (di Natale, per il colore della tovaglia!). Neppure questa volta abbiamo trovato il coraggio di chiedere di fare una foto collettiva, come se questa domanda rischiasse di mettere la parola fine alla nostra esperienza… Volevamo conservarla gelosamente dentro di noi, tenerla il più viva possibile, promettendoci che saremmo presto tornati a trovare questi volti di nuovo. E poi, come si fa a fotografare un ricordo così bello, sembra quasi un oltraggio volerlo fermare nel tempo! …Ciononostante, una foto della tavolata l’abbiamo fatta… ma soltanto alla fine, una volta giunta l’ora di salutarsi e andar via… Quando tutti ormai ci stavamo alzando in piedi…