Ultimo saluto all'Elfo prima di partire

8-17 ottobre . L’INSEGUIMENTO CONTINUA

#cartolinedaholstebro

Odin2014

Anche questa volta la partenza si è fatta all’alba… Mbalou Arnould del gruppo Altamira di Pierangelo ci ha accompagnati con il furgone del’Odin in stazione. Fuori tutto era ancora buio e illuminato soltanto da luci artificiali. Questa volta, il tempo ci era più amico dell’andata e ci siamo promessi di scattare qualche foto al paesaggio durante il nostro passaggio, prima in treno e poi in autobus, verso l’aeroporto di Billund.
Atterrati in Italia, siamo rimasti sconvolti dal clima: qui, era ancora piena estate! E ancora una volta sembravamo due alieni ad andare in giro con i nostri cappotti… Arrivati a Ravenna, abbiamo appena fatto in tempo a disfare le valige, farne di nuove, cenare e dormire: l’indomani mattina, infatti, saremmo stati in partenza per il Festival Finestre, che si teneva in Umbria, tra Marsciano (PG) e San Venanzo (TR), nei giorni successivi.
Siamo arrivati a ora di pranzo e abbiamo iniziato subito ad allestire Sulla difficoltà di dire la verità, che avremmo avuto occasione di presentare la sera successiva, davanti, ancora una volta, a un pubblico speciale. Qui Valerio Apice e Giulia Castellani, stavano costruendo una nuova comunità teatrale, organizzando laboratori e spettacoli per adulti e bambini, e, una volta all’anno, anche un piccolo festival che vantava tra gli ospiti la pluriennale collaborazione con compagnia dell’Odin e del supporto dei calabresi Proskenion, già fondatori con Eugenio Barba del Teatro Eurasiano. La sera ci hanno raggiunti anche Barba e Julia Varley, che nei prossimi giorni avrebbero tenuto un seminario dal titolo Danzare lo spettacolo a cui avremmo partecipato anche noi. In tal modo, non solo abbiamo avuto il modo di aprire il nostro lavoro finalmente anche a Julia (che è stata il nostro contatto di partenza per andare a trovarli in Danimarca!), ma anche godere, per una seconda volta dello sguardo attento di Barba. In più sono stati tre giorni di seminario meravigliosi, in cui abbiamo imparato moltissimo, e il nostro sguardo si è arricchito ulteriormente. All’ultimo giorno, la domenica, ci siamo salutati un’altra volta con un “a presto”, anche perché sapevamo che ci saremo rivisti già martedì a Milano, dove avremmo raggiunto l’Odin per La vita cronica. E anche questa volta, Julia e Barba ci hanno dimostrato una fiducia incredibile: ci hanno chiesto di portare parte delle loro valige con il nostro Doblò a Milano, in modo da facilitarli il viaggio in treno. E’ stato per noi un onore poterlo fare e abbiamo passato due giorni a preoccuparci per quel carico a cui tenevamo tantissimo, come mai prima d’ora nei nostri viaggi.
Il lunedì, l’abbiamo dedicato alla parata della non-scuola del Teatro delle Albe, con più di 200 adolescenti che hanno invaso le rive del Canale Candiano di Ravenna. E martedì, eravamo nuovamente a disfare e rifare valige, per rimetterci prima di sera di nuovo in viaggio.
Arrivati a Milano abbiamo scaricato le valige dell’Odin al Teatro Elfo Puccini e ci siamo coricati a casa di una coppia di amici, Nazarè e Mario, che ci avrebbero ospitati fino al 17 ottobre.
Da mercoledì a venerdì abbiamo passato giorni pienissimi e intensi, che avremmo voluto non finissero mai. La mattina seguivamo il seminario di Roberta Carreri, La danza delle intenzioni, dopo di ché correvamo all’Elfo per vedere le dimostrazioni di lavoro di Julia, L’eco del silenzio e Il fratello morto, gli incontri pomeridiani con Barba, e La vita cronica la sera. Sono stati giorni indimenticabili e al momento della partenza saremmo voluti restare con loro per sempre… Ma la separazione è stata dolorosa anche questa volta e più delle prime due, nonostante ci siamo potuti concedere il lusso (grazie alla generosità dell’Odin e di Mario e Nazarè) di poter protrarre di qualche giorno la nostra vicinanza. Nonostante ciò, abbiamo salutato la compagnia e, in particolare Julia (che per questo ci ha anche un po’ presi in giro…), con le lacrime agli occhi, ed Eugenio Barba, con mortificazione, perché non restavamo con loro in Italia fino all’ultimo istante.