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Andrea Alfieri su Allarmi!, Krapp’s last post, 28 ottobre 2016

ALLARMI! LA RICERCA SOCIO-POLITICA DI EROSANTEROS
Andrea Alfieri, “Krapp’s last post“, 28 ottobre 2016
http://www.klpteatro.it/allarmi-erosanteros-recensione-vie

Grande incedere di passi in marcia, bandiere da parata in spolvero, il popolo attende, è pronto per la rivoluzione.
ErosAntEros approda al Vie Festival con piglio autoritario e bellicosi intenti. La compagnia ravennate, capitanata da Davide Sacco e Agata Tomsic, si guadagna lo spazio che, ad ogni edizione, il festival dedica alle compagnie emergenti.

Dedicato alla ricerca artistica intersecata con multiformi linguaggi espressivi, il loro percorso verso Allarmi! si incrocia con quello del drammaturgo Emanuele Aldrovandi, emergente ma già pluripremiata penna del nostro panorama teatrale, nonché rarissimo esemplare di commediografo italico riuscito a veder riconosciuto il suo valore in abbondante anticipo sulla terza età.

Fulcro del progetto è un’indagine sul fenomeno sempre strisciante del neofascismo, foraggiato e diffuso dalla crisi economica e dai crescenti flussi migratori, che riscuote preoccupanti consensi in tutto il continente.
La storia è quella di un gruppo di terroristi che vuole organizzare un attentato ai danni del presidente dell’Unione Europea: sovvertito l’ordine costituito avrebbero poi la strada spianata per instaurare una dittatura liberticida, una rivoluzione che spazzerebbe via ogni forma di democrazia per assecondare il loro fanatico desiderio di potere.

Ambientato in un futuribile tempo presente, lo spettacolo genera un’ossatura narrativa lineare frazionata da una serie di sketch e inserti comico-surreali, assumendo connotazioni molto prossime al varietà e al cabaret, con un abbondante uso della telecamera che riassembla il tutto in una sorta di show televisivo teatralizzato.
Fra progressione temporale delle vicende e straniamenti brechtiani si consuma quindi un amalgama eccentrico tra testo teatrale e saggio socio-politico, il tutto assortito da un taglio vivacemente ironico e irriverente.

L’iconografia tipicamente marziale, con addobbi che rimandano apertamente ai vessilli di epoca nazista, si sublima nella divisa di Vittoria, la determinatissima capobranco del complotto, che sfoggia una fumettistica uniforme presa in prestito da una pin up americana e disegnata da un soldato delle SS.

Il progetto dei nostri condottieri in erba è assolutamente meticoloso, va dal proselitismo via internet alle strategie di comunicazione virali, fino alla messa in opera conclusiva e all’indottrinamento per preservare lo status quo acquisito.
Nelle riflessioni di ErosAntEros si mette alla berlina tutto il sistema di valori e ideologie che la nostra civiltà contemporanea ostenta e difende strenuamente. Sono riflessioni che esplorano il ruolo dell’arte e i suoi artefici, sono denunce sulla politica e il suo impiego per ambizioni di potere, sono disamine sul razzismo e il suo emergere dalla pigrizia intellettiva, sono interpretazioni sulle idee e la validità che sorreggono, si interrogano sull’inadeguatezza educativa dell’ambiente familiare, o sulla prepotenza del sessismo come veicolo di dominazione. E non si tralascia l’analisi economica, perché la democrazia post capitalista risulta vincente in quanto è in grado di assorbire anche chi la combatte: estremisti e moderati, del resto, sono amici per convenienza. C’è ulteriore posto per la religione e le sue opportunistiche contraddizioni, si disquisisce di filosofia, di psicologia individuale e collettiva, e si finisce con l’imbracciare un fucile e partire per colonizzare il mondo.

C’è molta carne al fuoco insomma, pure troppa. È una fatica immane quella che devono avere affrontato i vulcanici ideatori di questo dinamicissimo lavoro, lucido e a tratti illuminante nel suo carattere divulgativo di immaginari e retroscena tutt’altro che astratti, ma saldamenti legati a una cronaca quotidiana troppo spesso relegata nelle superficiali esternazioni di inetti presenzialisti mediatici.
Questa fatica rischia però di vanificarsi quando si tenta di coagulare in un’unica dissertazione tutto il prisma di concetti che la vastità di questi argomenti comporta, indebolendo il fulcro della materia, che va a disperdersi in una disorientante tempesta di visioni.
Non lascia d’altra parte disorientati una precisa organizzazione della messa in scena, che fluisce in un gioco di avvicendamenti incalzanti tra i piani del racconto, in un ritmo sempre fervido, in cui attori e azione si integrano abilmente.
Allarmi! è una giostra dove a ballare e scuotersi è la mente, prima ancora del corpo.

In scena stasera a Ravenna, al Teatro Rasi.

durata: 1h 43′
applausi del pubblico: 2′ 7”

Visto a Bologna, Arena del Sole, il 14 ottobre 2016