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CONFINI

Che cos’è un confine, una frontiera? Cosa rappresenta?
Che significato ha oggi e che significato ha avuto in passato?
In che modo il singolo entra in relazione con i limiti geografici e politici con cui sono organizzate le nostre società?  Che ruolo hanno tali limiti all’interno delle città multietniche in cui viviamo, in quest’Europa attraversata da continui flussi migratori?

Secondo la definizione del Vocabolario Treccani il confine è il “limite di un territorio, […] di una regione geografica o di uno stato”, una “zona di transizione in cui scompaiono le caratteristiche individuanti di una regione e cominciano quelle differenzianti”. Riflettere su cosa significhi questa definizione oggi e sulle conseguenze che essa comporta ci sembra più che mai fondamentale.

I flussi migratori sono al centro del dibattito internazionale, frutto della rapina dei territori per garantire ricchezze a una sola parte del mondo e della parallela predicazione di “guerre sante” o di “civiltà” per il mantenimento dello status quo. Quella in cui ci troviamo ai nostri giorni è una situazione quantomeno delicata, della quale i movimenti nazionalisti più estremi, che predicano chiusura e violenza, approfittano per rispondere nel peggiore dei modi alle preoccupazioni e alle esigenze dei cittadini.

È ancora possibile oggi immaginare un mondo senza confini, senza limiti, senza muri, senza passaggi sorvegliati? Un mondo di tutti, “più giusto, bellissimo” come quello sognato dai poeti che hanno cantato la Rivoluzione d’Ottobre o dagli studenti che hanno riempito le piazze del Sessantotto (con risultati, in entrambi i casi, per lo più fallimentari nel lungo periodo)? Sarà ancora possibile immaginarlo domani?

Queste sono alcune delle questioni che vogliamo porci nell’attraversare questo nuovo progetto, assieme ai collaboratori, ai cittadini, agli studiosi e agli spettatori che incontreremo durante il processo creativo.
L’obbiettivo di CONFINI, infatti, non è soltanto la produzione di uno spettacolo, ma la creazione di relazioni, di incontri tra territori e storie, che in tempi e modi diversi si sono confrontate e scontrate con il concetto di confine.

Il progetto prevede di svilupparsi attraverso due fasi principali di lavoro:
1) Una prima fase si articolerà attraverso varie tappe di residenza presso diverse istituzioni teatrali internazionali, che per la loro particolare storia, posizione geografica e attenzione ai temi indagati, verranno coinvolte all’interno del percorso produttivo dello spettacolo. Nelle settimane di residenza Davide Sacco e Agata Tomsic entreranno in relazione con il territorio, coinvolgendo autori, attori, studiosi e cittadini.
2) La seconda fase prevede invece la produzione vera e propria dello spettacolo con le strutture produttive precedentemente incontrate, in cui ErosAntEros lavorerà sui materiali precedentemente raccolti assieme a un cast di attori di diverse lingue e nazionalità, conosciuti durante le residenze.

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