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Intervista di Alessandro Fogli su 1917, Corriere di Romagna, 25 giugno 2017

UNA VITA PIU’ GIUSTA, BELLISSIMA? QUI CI VUOLE UNA RIVOLUZIONE
Il 28 giugno la prima assoluta di “1917″, lo spettacolo commissionato alla compagnia ravennate sugli artisti schierati con gli oppressi
Alessandro Fogli, “Corriere di Romagna”, 25 giugno 2017

In occasione del centenario della Rivoluzione d’ottobre, “1917″, in prima assoluta, è lo spettacolo che Ravenna Festival ha commissionato ai ravennati ErosAntEros – Agata Tomsic e Davide Sacco – che sarà in scena al teatro Alighieri il 28 giugno. Tre sono gli elementi principali che lo compongono: le parole dei poeti incarnate da Tomsic, le musiche eseguite dal Quartetto Noûs e rielaborate da Davide Sacco, la proiezione video delle animazioni di Gianluca Sacco. Agata Tomsic e Davide Sacco raccontano il loro spettacolo.

Qual è la storia di questo 1917? Com’è nata la commissione di Ravenna festival?

Abbiamo incontrato la direzione artistica del Festival nella primavera 2016 e quando Franco Masotti ci ha raccontato di voler incentrare la prossima edizione su questo tema, ci si sono illuminati gli occhi e abbiamo colto l’occasione di indagare un argomento che da tempo sognavamo di poter approfondire. Abbiamo immediatamente coinvolto il professor Fausto Malcovati che in questo processo di esplorazione è stato fondamentale.

Quali sono gli aspetti della rivoluzione russa a cui eravate più interessati?

È sconvolgente come la coscienza rivoluzionaria sia cresciuta intrecciandosi alle sperimentazioni artistiche del tempo e come questi artisti abbiano lottato, a fianco delle classi sociali più oppresse, per l’ideale in cui credevano, per la realizzazione del nuovo mondo che giorno per giorno andavano immaginando. Lo spettacolo vuole dar voce proprio allo slancio e all’entusiasmo di questi poeti, senza addentrarsi nelle ombre successive, affidando piuttosto quest’ultimo compito al piano musicale, facendo dialogare le parole con la cupezza del Quartetto n.8 di Šostakovič.

Cent’anni dopo, che senso ha per voi il concetto di rivoluzione?

Portare in scena l’utopia iniziale della rivoluzione russa è per noi un’occasione per chiederci cosa ne resta oggi, provando a dare una nuova possibilità di realizzarsi a quel sogno di libertà e uguaglianza, nella speranza che gli spettatori tornino a casa con la voglia di immaginare una “vita più giusta, allegra, bellissima” per noi tutti.

Pochi mesi fa il debutto e la tournée per ERT di Allarmi!, ora Ravenna Festival: a che punto è ErosAntEros nel suo percorso artistico?

Stiamo vivendo uno strano momento, perché il riconoscimento artistico continua a crescere (e non possiamo che esserne felici!), ma al tempo stesso, anche a causa della particolare “storia amministrativa” di ErosAntEros, il sostegno da parte delle istituzioni tarda a manifestarsi. Da un lato veniamo prodotti e ospitati dai più importanti teatri italiani, dall’altro non godiamo di alcun tipo di contributo pubblico, né di un luogo dove sviluppare le nostre attività. Un paradosso che ci fa spendere notevoli energie per portare avanti i nostri progetti, intralciando notevolmente le nostre possibilità di crescita. Sappiamo che in questo momento il Comune sta ripensando il sistema delle convenzioni alla cultura e la mappa degli spazi culturali della città, e confidiamo che l’attuale amministrazione saprà riconoscere e tutelare con un sostegno adeguato il nostro percorso.