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Intervista a ErosAntEros su La Voce del Mandracchio, settembre 2017

UNA VITA LEGATA AL TEATRO. L’isolana Agata Tomsic parla dei suoi successi più recenti e dei grandi progetti futuri
Maja Cergol, “La Voce del Mandracchio”, settembre 2017

L’isolana Agata Tomsic, dopo aver frequentato la Scuola Elementare di Capodistria, ha proseguito gli studiall’Università di Bologna, conseguendo la Laurea magistrale in Discipline dello spettacolo dal vivo. Dopodiché, assieme al compagno Davide Sacco, ha fondato la compagnia di teatri di ricerca “ErosAntEros”, di cui è anche drammaturgo. Per La Voce del Mandracchio racconta del grande traguardo da poco raggiunto e di progetti futuri, che includono il territorio della Comunità nazionale Italiana.

MANDRACCHIO: Da poco vi siete esibiti con il vostro ultimo lavoro al Ravenna Festival, traguardo importante. Cosa tratta questo spettacolo e come è stato lavorare nell’ambito di un evento così importante? Come è andata la prima?
AGATA TOMSIC: 1917 è uno spettacolo poetico-musicale dedicato alla Rivoluzione d’Ottobre che ci è stato commissionato da uno dei festival musicali più prestigiosi d’Italia. Un’occasione incredibile, che subito abbiamo accolto con gioia anche perché sognavamo di poter approfondire l’argomento da anni. Per realizzarlo ci siamo avvalsi della consulenza di un grande conoscitore della letteratura russa come il professor Fausto Malcovati e della collaborazione con il Quartetto Noûs di Como, che con estrema disponibilità e professionalità si sono messi al servizio del nostro progetto. Lo spettacolo ha avuto una grande risonanza sulla stampa e televisione nazionale, grazie anche al prezioso lavoro di tutto lo staff del Festival che con passione ci ha sostenuti durante tutta la produzione. Quando si lavora in queste condizioni il risultato non può che essere un successo. La risposta del pubblico e della critica è stata meravigliosa, e ci hanno raggiunto anche alcuni operatori stranieri, nonostante il giorno del debutto un tremendo temporale abbia investito la città e la provincia di Ravenna provocando non pochi disagi. Abbiamo vinto una nuova scommessa e non possiamo che esserne felici ringraziando ancora una volta coloro che hanno avuto fiducia nel nostro lavoro.

MANDRACCHIO: Sareste interessati a portare in scena questo spettacolo anche a Isola? Quale crediate sarebbe il riscontro del pubblico?
AGATATOMSIC: Si tratta di uno spettacolo che per diversi motivi ci piacerebbe molto portare sul litorale sloveno. Siamo in dialogo da diversi anni con le istituzioni italiane del territorio e già in passato grazie al rapporto con le CAN di Isola e di Capodistria, siamo a riusciti a portare nelle mie terre natie i nostri spettacoli. Negli ultimi anni però crescendo il riconoscimento artistico crescono anche i progetti che facciamo e diventa sempre più faticoso dal punto di vista economico farli girare. Una via possibile per portare i nostri spettacoli anche sul Litorale potrebbe essere quella di unire le forze delle CAN Costiera e comunali e magari anche dell’Istituto Italiano di Cultura di Lubiana. Rispetto al pubblico, invece, sarebbe interessante scoprire come verrebbe recepito lo spettacolo in un territorio che è ha sperimentato il socialismo in prima persona. In questo momento stiamo costruendo una piccola tournée dello spettacolo anche in Serbia grazie all’interesse del Bitef di Belgrado e siamo molto curiosi di scoprire in che modo lo interpreteranno gli spettatori.

MANDRACCHIO: La partecipazione al Festival vi avrà portato parecchia riconoscibilità, ha già dato i suoi frutti?
AGATA TOMSIC: Sì, anche perché ha avuto luogo soltanto pochi mesi dopo la prima di Allarmi!, altro spettacolo da noi ideato e realizzato, prodotto dal Teatro Nazionale Emilia Romagna Teatro, che ha debuttato all’interno del festival internazionale “VIE”. 1917 ci ha messo inoltre in relazione con un ambiente musicale che ancora non conoscevamo, consacrando e dando enorme visibilità alla ricerca sonora-vocale che portiamo avanti da anni. Diversi orecchi esperti hanno potuto conoscere il nostro lavoro, riconoscendogli valore e spronandoci a continuare ad approfondire la nostra ricerca nel teatro musicale. Abbiamo parlato con diversi musicologi e creato tante nuove relazioni e proprio dalla suggestione di un critico musicale che insegna Composizione in un prestigioso conservatorio italiano sta nascendo in queste settimane un nuovo progetto che speriamo vedrà presto la luce.

MANDRACCHIO: Vi state accordando con il Dramma Italiano di Fiume per la produzione di un nuovo spettacolo, a che punto siete?
AGATA TOMSIC: Siamo in dialogo con il Dramma Italiano da un po’ tempo. Abbiamo incontrato la nuova direttrice Rosanna Bubola poco dopo il suo insediamento e subito abbiamo apprezzato la sua voglia di aprire il Dramma alle generazioni più giovani e al teatro europeo. Rosanna, come noi, è mossa da una grande passione per il teatro e non potevamo che andare d’accordo. Ci siamo incontrati più volte a Isola e a Fiume per definire la produzione di un nuovo spettacolo con l’ideazione e la regia di ErosAntEros, che coinvolgerà oltre agli attori del Dramma anche me e altri artisti italiani. Si tratta di riconoscimento a cui teniamo molto perché ci permette di lavorare finalmente per un tempo più lungo in questo territorio e siamo onorati di poterlo fare con una delle Istituzioni più importanti della CNI, all’interno di una struttura di rilievo come il Teatro “Ivan Zajc”. Speriamo vivamente che questa sia soltanto la prima tappa di una collaborazione destinata a crescere nel tempo con il duplice vantaggio di portare il nostro lavoro in Istria e il lavoro del Dramma Italiano in Italia e in Europa. Infatti, stiamo lavorando per far sì che questa collaborazione con Fiume si traduca anche in una collaborazione con i teatri con cui collaboriamo in Italia in modo da accrescere il lavoro artistico di entrambi.

MANDRACCHIO: Agata, sei stata premiata più volte a “Istria Nobilissima”,cosa significa per te questo Concorso? Intendi continuare a prendervi parte?
AGATA TOMSIC: Stimo molto il lavoro portato avanti dal premio e sono sempre felice di prendervi parte, perché si tratta di uno splendido luogo dove far conoscere tra loro gli artisti e gli intellettuali del territorio. Si tratta di un’iniziativa che riesce a mettere in relazione generazioni diverse e svolge, a mio avviso, un ruolo ancora importantissimo nel favorire l’incontro tra gli operatori culturali. Al di là del premio in denaro, che con i tempi che corrono e la professione che mi sono scelta ovviamente non dispiace affatto, “Istria Nobilissima” è per me un’occasione preziosa per restare in dialogo con la comunità culturale della minoranza italiana di cui faccio parte. Per scaramanzia, però, preferirei non rivelare nulla sull’edizione in corso.

MANDRACCHIO: In conclusione parlateci dei progetti futuri e sogni nel cassetto.
AGATA TOMSIC:In questo momento stiamo lavorando su diversi nuovi progetti in cerca di varie “case” in cui essere prodotti. Resta salda la nostra ricerca di un teatro impegnato, che non rinuncia al valore estetico della forma e che affronta l’attualità attraverso l’ironia del grottesco e la citazione del passato. Sicuramente continueremo attraverso le due strade intraprese negli ultimi anni: da un lato il gioco all’interno dei dispositivi del teatro di prosa e dall’altro l’affondo nel teatro musicale. Tra i tanti temi e sogni che abbiamo nel cassetto, ce n’è uno legato anche all’Istria e si tratta di un progetto sul concetto di Confine, a partire dalla storia controversa che il “confine orientale” ha avuto nel ‘900, che rifletta anche su cosa ne resta oggi, ripensandolo in relazione agli irrigidimenti inaspettati che i confini di questo stesso territorio stanno subendo negli ultimi anni.