28042016-allarmi-2562

Intervista di Matteo Torterolo su WU magazine #74, gennaio 2017

EROSANTEROS
BREVE (MA INTENSO) INCONTRO CON UNA DELLE COMPAGNIE DI PUNTA DELLA SCENA ROMAGNOLA DEGLI “ANNI ZERO”
Intervista a cura di Matteo Torterolo, “WU magazine” #74, gennaio 2017
http://online.fliphtml5.com/bmrv/gvwn/#p=76

Fondata nel 2009 a Ravenna da Agata Tomsic e Davide Sacco, ErosAntEros è uno dei rappresentanti di punta della scena teatrale romagnola. Difficili da inquadrare, costantemente in bilico tra formati e materie differenti, abbiamo incontrato Agata e Davide poco dopo il debutto del loro ultimo lavoro Allarmi! a Bologna per Vie Festival. Nato dalla collaborazione con il giovanissimo drammaturgo Emanuele Aldrovandi e incentrato sulle vicende surreali (ma talvolta terribilmente realistiche) di un gruppo di strani terroristi, il lavoro è prodotto da ERT, che sostiene il lavoro del duo da diverso tempo, e sarà in giro per l’Italia nei prossimi mesi (calendario aggiornato su erosanteros.org).

1) Nel vostro ultimo lavoro parlate (per la prima volta direi, in maniera diretta) di politica: si tratta di un un’urgenza dettata dall’oggi o di un approdo naturale del vostro percorso?

In realtà la “politicizzazione” è in atto già da diversi anni, ovvero da quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto Come le lucciole, che partendo dalla domanda sull’utilità dell’artista nella società contemporanea ha presto mutato anche il nostro fare teatrale, trasformandosi in urgenza ad avvicinarci agli spettatori per condividere questioni su argomenti per noi maledettamente importanti e attuali come in Sulla difficoltà di dire la verità e in Allarmi!.

2) Fate parte della cosiddetta “terza avanguardia”, quella degli Anni Zero della scena: vi sentite parte di un movimento o è solo l’ennesima semplificazione?

In realtà non ci sentiamo parte di un movimento, ma come artisti non crediamo sia nostro compito fare analisi di questo tipo. È normale che gli studiosi semplifichino per coniare delle definizioni, è il loro lavoro, senza di esse sarebbe difficile sviluppare una riflessione. Sicuramente ci sono diversi caratteri che ci accomunano ai nostri coetanei, ma crediamo che ne esistano anche tra noi e gli artisti appartenenti alle “generazioni” precedenti, sia viventi che conosciute attraverso i libri.

3) Più in generale: quale pensate che possa essere il futuro del teatro in Italia?

Bella domanda! Ce la poniamo spesso, sopratutto chiedendoci quale possa essere il nostro futuro all’interno del difficile sistema teatrale e di contribuzione attuale. Al momento ErosAntEros non gode di finanziamenti pubblici e diversamente da molti gruppi che conosciamo non siamo legati a un’idea di indipendenza amministrativa a tutti i costi, l’unica cosa che vogliamo è continuare a fare il nostro lavoro. Non è per niente facile, ma siamo molto testardi. Ci sembra che l’Italia di oggi sia ancora ricca di spettatori curiosi e di artisti validissimi, e che piuttosto a mancare spesso siano scelte politiche coraggiose e mediatori appassionati, a parte alcune rare e preziose eccezioni.