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Laura Timpanaro, Krapp’s Last Post, su Sulla difficoltà di dire la verità, 18 aprile 2017

EROSANTEROS E BRECHT. SULLA DIFFICOLTÀ DI DIRE LA VERITÀ
Laura Timpanaro, “Krapp’s last post“, 18 aprile 2017
http://www.klpteatro.it/erosanteros-sulla-verita-brecht-recensione

La lucidità profetica del drammaturgo tedesco risuona in tutta la sua potenza nel lavoro di performance vocale di Agata Tomsic, accompagnata dal live elettronics di Davide Sacco alla consolle in regia.
Sola sul palcoscenico di fronte ad un leggio, con un microfono e accanto un termos nero, avvolta in una divisa verde militare, Agata Tomsic fissa il pubblico e interpreta Brecht. Parole cariche di significato, vibranti, concitate. Nella sua performance c’è l’atmosfera cupa dell’Europa dominata dalle dittature. Nella precisione dei gesti e dell’atto vocale e sonoro c’è un richiamo ad un’epoca rigida e marziale. Inevitabile l’accostamento ad un altro lavoro della compagnia, “Allarmi!“.
In questa cornice, il materiale drammaturgico diventa manuale di strategie da eseguire con esattezza. Le cinque difficoltà che il drammaturgo tedesco individuava nel percorso verso la verità sono introdotte da una scritta proiettata su uno schermo nero sullo sfondo. Il tempo del monologo è ben calibrato e la cadenza interrotta da due intermezzi, due liriche sempre di Brecht, che tentano di rendere la performance più variegata.
Emerge la rabbia verso un presente dominato dalla menzogna, che assume la forma ora di un regime dittatoriale, ora di un sistema economico capitalistico. Anche l’ipocrisia di alcuni intellettuali e artisti nel portare avanti ciò che poi sarebbe diventata l’industria culturale diventa terreno fertile per l’ingiustizia sociale.
[…]
L’interpretazione tesa, concitata, insieme al gioco di luci, ai movimenti del corpo e all’accompagnamento musicale concorrono a rendere l’opera esteticamente inappuntabile ed eticamente rigorosa, poiché l’obiettivo principale della compagnia è trasformare “il gesto artistico in atto politico”. […] Ne deriva un lavoro concettuale che non intende lambire le corde emozionali.
“Sulla difficoltà di dire la verità” nasce da ideali che potrebbero sembrare demodé ma al contrario devono risuonare per la loro attualità. È vero, come si afferma nelle note di regia, che un libro è un’arma (Brecht) e che l’arte deve avere la forza di proiettarsi contro l’osservatore come un proiettile (Benjamin). Per rendere la verità maneggevole come un’arma bisogna allora che questa sia alla portata di tutti.
[...]
durata: 55’
applausi del pubblico: 1’ 50’’

Visto a Milano, Teatro i, il 25 marzo 2017