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Marzio Badalì su Allarmi!, Gazzetta di Modena, 13 ottobre 2016

Arena del Sole di Bologna: Segnali di “Allarmi!” sull’Europa
Marzio Badalì su Allarmi!, Gazzetta di Modena, 13 ottobre 2016
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L’incedere marziale di una Mistress su tacchi a spillo e un microfono palpitante che richiama tamburi di guerra: così inizia Allarmi!, con il punto esclamativo, come precisa alla platea il personaggio-simbolo “Capelli bianchi”, rappresentante di un sistema politico difficile se non impossibile da scardinare. Con “Allarmi!” la compagnia ErosAntEros apre questa sera il Vie Festival all’Arena del Sole di Bologna (ore 20.30) con repliche fino a domenica 16 ottobre. Lo spettacolo, prodotto da ERT, nasce dalla collaborazione di Davide Sacco (regista) e Agata Tomsic (dramaturg e attrice) con un drammaturgo esterno alla compagnia, Emanuele Aldrovandi (autore del testo). Gli attori impegnati in scena sono Marco Cavicchioli, Giusto Cucchiarini, Luca Mammoli, Massimo Scola e Agata Tomsic. La pièce prende le mosse dalla complessa situazione internazionale contemporanea ed è una “messa in guardia” carica di dissacrante ironia, spesso spinta fino a esasperati toni parodistici attraverso l’inserimento di intermezzi di stampo brechtiano. ErosAntEros parla di neofascismo e di tutte quelle pressioni populiste che trovano terreno fertile nel malcontento di una società vessata da una grave crisi politica ed economica. In un’epoca in cui tutti siamo connessi e i giovani laureati si ritrovano senza lavoro né prospettive, il web diventa l’unico rifugio, una magica dimensione in cui potersi esprimere liberamente e sperimentare ogni forma di estremismo, da quello sessuale a quello politico. I protagonisti sono un gruppo di ragazzi che si lascia inglobare nell’ideologia comune dell’atto estremo, nell’indottrinamento terroristico. Capeggiati da Vittoria, una leader grottesca che trama in segreto nel buio della sua cameretta, non credono nella democrazia e tramite la rete diffondono le loro idee cercando proseliti. La loro rivoluzione, che mira a instaurare una dittatura in Europa mostrando in diretta streaming l’esecuzione del “presidente”, tradisce in realtà l’umano bisogno di appartenere a un sistema più grande, indipendentemente dall’ideologia che lo guida. Così non ha più importanza in cosa si crede, perché persino un’idea, portata al suo limite, perde ogni suo principio morale e si fa esplodere in un disperato gesto che scaturisce dalla necessità di cambiare la storia e di sovvertire con la violenza il potere costituito. Il lavoro di ErosAntEros sembra partire da una condizione pre-distopica di stampo orwelliano e trasforma la scena in un set televisivo che in continue impennate di pathos, portato volutamente al parossismo, si prefigge di lasciare libero lo spettatore di scegliere da che parte schierarsi. Le disquisizioni di carattere socio-filosofico e l’abile uso della dialettica socratica ribaltano continuamente le prospettive: ci viene mostrato come un mitomane aspiri sempre a realizzarsi in un eroe rivoluzionario, ma che spesso la seconda condizione non esclude la prima. A decidere non può che essere il pubblico.

Marzio Badalì

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