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Intervista di Paola Cairo a ErosAntEros su VOGLIAMO TUTTO!, PassaParola, 24 aprile 2019

IL SESSANTOTTO AL TNL CON LA COMPAGNIA RAVENNATE EROSANTEROS
Paola Cairo, “PassaParola magazine”, 24 aprile 2019
http://www.passaparola.info/2019/04/24/il-sessantotto-tnl-erosanteros-ravenna-cairo/

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Perché dobbiamo ricordare il Sessantotto?

Per poter farne un altro domani!
Con il nostro spettacolo, non abbiamo infatti voluto compiere un’operazione meramente commemorativa, ma cercare di portare alla luce rotture e analogie tra gli anni ‘67-’68-’69 e il nostro presente, con la speranza che gli spettatori escano dallo spettacolo con il desiderio di cambiare il proprio futuro, come hanno fatto i giovani di tutto il Mondo cinquant’anni fa.

Quali sono stati gli obiettivi principali raggiunti dai movimenti dei vari Paesi e quali quelli che mancano ancora per rendere la società migliore (più giusta e uguale)?

Noi abbiamo studiato in dettaglio principalmente il Sessantotto italiano. Possiamo dire che sono stati raggiunti diversi obiettivi, sopratutto civili e sociali, come la legge sull’aborto, la riduzione del tempo di lavoro, l’accesso all’università… Ma negli ultimi anni si sta vivendo in particolare in Italia una preoccupante regressione.
Il Ministro per la Famiglia dell’attuale governo (antiabortista e promotore del Family day) ha approvato un decreto che mette in forte pericolo la sicurezza delle donne e dei bambini. Con l’istituzionalizzazione del lavoro precario (grazie anche alla modifica dell’art. 18 della Costituzione italiana ad opera del precedente governo!) e il lavoro libero professionista in molti abbiamo di gran lunga superato le 40 ore settimanali per le quali migliaia di studenti e operai hanno lottato di fronte alle fabbriche di tutta Europa.
Per quel che riguarda l’Università, almeno in Italia, sta tornando a essere un lusso per i figli di quelle famiglie che si possono permettere di mantenere i propri figli anche dopo la maggiore età, continuando a formare una classe dirigente che è espressione di un solo strato delle società che non riesce a comprendere le difficoltà di chi non può avere accesso alle sue stesse facilità.
Per non parlare della repressione violentissima che è stata attuata in quegli anni dal governo italiano, delle stragi di Stato e gli “anni di piombo” che sono seguiti. Ci sembra che c’è molto ancora da dissotterrare a riguardo e ancor più da fare per mantenere le libertà acquisite e non lasciarci annebbiare dalle false informazioni con cui i nuovi media appannano la nostra memoria.

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Cicerone diceva: “La memoria è tesoro e custode di tutte le cose”; cosa ne pensate? In un’epoca che tende alla velocità e all’effimero il teatro può aiutare a rendere la società più consapevole?

Ne siamo completamente convinti, anzi, potremmo dire che la memoria e l’utilizzo della storia per prendere coscienza del presente e modificare il futuro, è il perno attorno al quale ruota il teatro di ErosAntEros. Nel nostro caso amiamo citare Walter Benjamin e i suoi scritti sul concetto di storia.
In particolare ci piace far nostro il concetto di citazione, che rappresentava per il filosofo tedesco un’opportunità per dare al passato oppresso nuova possibilità di realizzarsi… Potremmo dire che a modo nostro, soprattutto con Vogliamo tutto!, ma anche con il nostro spettacolo musicale sui poeti che hanno cantato la rivoluzione d’Ottobre (1917) e la lettura-concerto da un saggio politico di Bertolt Brecht del 1934 (Sulla difficoltà di dire la verità), abbiamo cercato di trasporlo al nostro linguaggio teatrale.

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