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Sandro Cappelletto presenta Ravenna Festival 2017 e il debutto di 1917

SUL FILO DELLA MEMORIA
LA SFIDA AI TOTALITARISMI DEGLI ARTISTI SENZA BAVAGLIO
Sandro Cappelletto, “La Stampa”, 20 maggio 2017

La rivoluzione russa ha lasciato un immenso patrimonio di memorie. Di speranze e di orrori, di utopie e di lutti. Anche gli artisti – come accade in tutti i regimi totalitari, che puntano sempre a mettere il bavaglio alla creatività, a controllarne gli esiti, spesso a reprimerli – sono stati coinvolti, e spesso travolti, da quest’onda gigantesca. E’ dedicato a loro il tenace filo rosso che attraversa la programmazione di questa edizione del festival ravennate, tra memoria e riscoperte.
Di chi, a chi davvero sta parlando Dimitri Shostakovich quando nel 1960 scrive il suo ottavo Quartetto per archi? E’ un omaggio “alle vittime della guerra e del nazismo” come recita la dedica, oppure le quattro note iniziali, tratte dal nome e dal cognome del compositore, le numerose citazioni da proprie precedenti opere indicano chiaramente che questo dolente capolavoro è invece pensato “alla memoria di me stesso”?. “Amico del popolo” e “nemico del popolo”, costretto a spietate autocritiche e insignito del Premio Stalin di prima categoria: la figura grande e angosciante di Shostakovich rivive nel concerto del 28 giugno quando, assieme al Quartetto Nous, Fausto Malcovati, storico della letteratura russa, dialogherà con Davide Sacco e Agata Tomsic, autori di “1917″. Lo spettacolo – sempre il 28, alle ore 21 al Teatro Alighieri – parte dalle temperature incandescenti delle parole e dei versi di Majakovskij Pasternak Blok, Esenin, Chlebnikov, dalle immagini di alcuni artisti visivi, tra i quali Aleksandr Rodchenko, dalla musica, rielaborata elettronicamente, di Shostakovich, “per ritrovare sulla scena quel frangente in cui lo scorrere del tempo quotidiano è parso fermarsi per lasciare spazio al sogno ideale fattosi realtà”.
Se l’utopia è l’architrave di questo spettacolo del gruppo ErosAntEros, l’esatta ricostruzione storica anima “Cuneo rosso” [...].

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