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Silvia Mei su Nympha, mane!, Culture Teatrali, gennaio 2012

Silvia Mei, Culture Teatrali, gennaio 2012

Il prossimo 13 e 14 gennaio arriva per la prima volta a Bologna il neonato gruppo ravennate Erosanteros col debutto della loro seconda produzione Nympha, mane!, interrogazione teatrale del mito di Ninfa. Il paradigma culturale formulato da Warburg nei primi del Novecento, diventando un’ossessione nei fantasmi del moderno che lo avevano rianimato, porta a un esito scenico dalla forma ben leggibile e narrativa: dalla soluzione diaristica (con testi tratti da componimenti letterari che selezionano Dante e Schreber, Mallarmé e Boccaccio) alla fisiologia dei colori nel filtro di una membrana di tulle che raccoglie, uterina, le allucinazioni visive di un essere indeciso sessualmente e la cattività di un androide che prende il sopravvento fisico e mentale sul suo Narciso. L’immagine umbratile e fantasmatica dei due corpi diventa superficie di sovrimpressione di una battitura che registra un’azione scenica trascorsa diegeticamente ma differita scenicamente. Lo spettatore legge una storia che si visualizza in loup con svelamento progressivo di particolari per una scena double face, autoalimentata attraverso il cablaggio degli attori che regolano la texture luminosa e sonora.