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Vogliamo tutto!

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“L’immaginazione al potere!”, “Non è che un inizio!”, “La bellezza è per strada!”, “Diamo l’assalto al cielo!”, “Prendete i vostri desideri per realtà!”. Questi sono solo alcuni degli slogan che hanno invaso le strade delle città studentesche nel Sessantotto. Un fenomeno che in diversi paesi e con modalità differenti ha provocato la rivoluzione dei costumi e dei linguaggi che ci ha portati al postmoderno, e che viene da ErosAntEros ripercorso all’interno di un flusso di testo interpretato da una sola figura in scena. È una giovane militante in abiti contemporanei che si trova nella situazione paradossale di voler trasmettere lo slancio e la dimensione collettiva delle lotte in completa solitudine, utilizzando il linguaggio di ieri come se fosse quello di oggi, contrappuntata da un montaggio video in cui le immagini d’archivio si mescolano a quelle di cronaca odierne ricreando inaspettate analogie. Per farlo abbiamo raccolto le testimonianze dei protagonisti del ‘68 e intervistato i giovani attivi nei movimenti di oggi. Le voci dei militanti contemporanei hanno concorso alla creazione di un paesaggio sonoro che trae ispirazione dalle composizioni per voce e nastro di Luigi Nono.

Noi siamo materiali grezzi che non intendono esserlo, noi non vogliamo essere trasformati in un prodotto. Non intendiamo arrivare al punto di essere comprati da qualche cliente dell’università, che sia questo il governo, che sia l’industria, che sia il lavoro organizzato o chiunque altro. Noi siamo esseri umani!… Viene un momento in cui l’operazione della macchina diventa così odiosa, vi rende il cuore così pesante, che non potete più partecipare. Non potete più prendere parte neppure passivamente. E a quel punto dovete prendere il vostro corpo e gettarlo in mezzo agli ingranaggi, e alle ruote… e alle leve, e contro tutto l’apparato, per riuscire a fermarlo. E a quel punto dovete dimostrare alla gente che dirige il sistema, che lo domina, che se non sarete liberi, allora impedirete alla macchina di funzionare.
Mario Savio

Per me personalmente fare musica è intervenire nella vita contemporanea, nella situazione contemporanea, nella lotta contemporanea di classe, secondo una scelta che io ho fatto; quindi, contribuire non solo a una forma di quella che Gramsci chiamava l’egemonia culturale, cioè diffusione, propagazione di idee della lotta di classe… non limitarsi solo alla presa di coscienza o contribuire alla presa di coscienza, ma produrre qualcosa per un modo di provocazione e di discussione… In questo senso non mi sento musicista come crede la quasi totalità dei musicisti contemporanei, che sono sul piano nettamente restaurativo e istituzionalizzato, quindi legati al potere economico, di classe, governativo oggi, sia in Italia che in Germania, soprattutto nei paesi capitalisti…
Luigi Nono

ideazione e spazio Davide Sacco e Agata Tomsic / ErosAntEros

regia e music design Davide Sacco
drammaturgia Agata Tomsic
con Agata Tomsic
consulenza video Antropotopia
costumi e oggetti Clara Aqua

grazie a Franco Berardi Bifo, Fabio Bruschi, Luisa Passerini, Guido Viale per i preziosi racconti e riflessionia Clara, Francesca, Mattia, Michele, Nicola, Virginia per aver condiviso con noi le proprie lotte di oggi; a Marcello Tarì per le suggestioni

produzione TPE – Teatro Piemonte EuropaPolo del ‘900
in collaborazione con ErosAntEros
in residenza presso Masque TeatroSantarcangelo Festival e Ravenna Teatro

debutto 6 novembre 2018, Polo del ’900, Torino

http://fondazionetpe.it/spettacoli1819/vogliamotutto/

immagine Alfredo Jaar, Vogliamo tutto, 2016