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23-26 settembre 2026 . IX Convegno EASTAP . Groningen

EASTAP Annual Conference
Waiting for the Barbarians
dal 23 al 26 settembre 2026
University of Groningen

Agata Tomšič / ErosAntEros partecipa al convegno di EASTAP con un suo intervento in programma venerdì 25 settembre con una performance lecture dal titolo Può una barbara cambiare la società attraverso un atto di ribellione violento e radicale? Breve viaggio da Heiner Müller a Silvia Federici, attraverso la messa in scena sonora e visiva di MATERIALE PER MEDEA di ErosAntEros.

Di seguito, l’abstract dell’intervento:

Medea sfida le leggi impostele dalla società in quanto donna, figlia e madre. È una giovane che si oppone ripetutamente al potere patriarcale costituito: in primo luogo rifiutando l’autorità del padre, aiutando l’occupante straniero, Giasone, a impossessarsi del Vello d’Oro, e sacrificando il proprio fratello. Rinnega sia la propria stirpe che la propria patria. In un secondo momento, dopo essere stata tradita da Giasone quando questi tenta di ripudiarla per sposare la figlia del re di Corinto, rinuncia al suo ruolo di madre premurosa e moglie sottomessa, rifiutandosi di farsi semplicemente da parte quando non è più desiderata. Il suo mito ci parla della relazione degli uomini con la terra e con le donne, trattate come oggetti da possedere, consumare e scartare quando non più necessari. È una metafora della società capitalista di cui siamo prodotti e beneficiari: Medea è il mezzo per raggiungere un obiettivo colonizzatore, la nuova sposa è uno strumento di ascesa sociale. La sociologa e filosofa femminista Silvia Federici associa la violenza misogina che demonizza le donne — nel Medioevo come nel XXI secolo — ai processi di espropriazione e distruzione della solidarietà che vanno di pari passo con i periodi di intensa transizione verso una nuova forma di accumulazione capitalistica. Da questa prospettiva, anche Medea è una strega che si ribella con un atto di violenza indicibile: l’assassinio dei propri figli per sovvertire il sistema. In un’intervista alla prima del testo, Müller dichiarò: “Con la colonizzazione inizia la storia europea così come l’abbiamo conosciuta finora. Il fatto che il veicolo della colonizzazione uccida il colonizzatore preannuncia la sua fine. È la minaccia della fine che ci attende. La fine della crescita.”

La miaperformance-lecture esamina questi temi condividendo l’esperienza estetica del primo capitolo del trittico che Müller ha dedicato a Medea — da me messo in scena nella mia ultima produzione — attraverso la lente della pluriennale ricerca sulla voce e sul suono, da me sviluppata in collaborazione con il compositore Matevž Kolenc/ Laibach. All’interno di questo lavoro, come l’Angelo della Storia di Walter Benjamin, osserviamo le immagini di una distesa infinita di macerie che dispiegarsi sotto di noi, mentre il vento del progresso spinge inevitabilmente le nostre ali verso il futuro, senza lasciarci alcuna possibilità di intervenire nella catastrofe di cui siamo allo stesso tempo carnefici e vittime. Questa è la tragedia che Müller vuole mostrarci: la nostra incapacità di (re)agire di fronte alla violenza dello sfruttamento, dell’oppressione, della corsa al profitto e delle inevitabili guerre che ne derivano.

+ info: https://www.eastap26-rug.nl/