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ANNULLATO . 29 febbraio . Agata Tomsic . III EASTAP CONFERENCE . Bologna

Teatro Arena del Sole // Emilia Romagna Teatro Fondazione
DAMSLab // Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

In dialogo con gli eventi proposti dal programma del Festival VIE 2020, il III EASTAP CONFERENCE  – European Association for the Study of theatre and performance  intende riflettere sulle trasversalità della composizione in ambito teatrale, fra pratiche e teorie, tra passato e presente.

Speech di Agata Tomšič  || PANEL Rethinking the theatre

Il modello atlantico come paradigma compositivo contemporaneo || h 14.30-15.45 presso DAMSLab/Teatro– piazzetta P. P. Pasolini 5/b (BO)

Nel tentativo di delineare un modello compositivo applicabile alle molteplici espressioni artistiche contemporanee, si analizzano i modelli ermeneutici tracciati da Warburg con l’atlante Mnemosyne e da Benjamin con i Passagen-Werk – paradigmi del pensiero immaginale novecentesco che trovano nella tecnica del montaggio la forma simbolica della postmodernità – per ritrovarne eco nelle pratiche di alcune compagnie della nuova scena italiana, in cui emergono elementi di continuità con i due studiosi e che diventano emblematiche per comprendere le prassi compositive degli artisti performativi contemporanei.
Nella maggior parte dei casi si tratta di un “metodo” a cui gli artisti si affidano durante la fase di ideazione e composizione delle drammaturgie dei propri lavori, mettendo in atto un montaggio di fonti appartenenti ad ambiti disciplinari eterogenei, che resta spesso sottotraccia alla scrittura scenica di cui è stimolo; in altri, esso emerge in superficie, soprattutto quando questi materiali vengono citati o rielaborati dai media utilizzati nello spettacolo; altre volte, invece, può fermarsi allo stadio processuale, configurandosi come pura praxis attraverso cui espandere gli immaginari.
Ne sono frutto corpi drammaturgici complessi e rizomatici, costruiti spesso sulla combinazione di parti giustapposte attraverso polarità semantiche, articolati tramite un rapporto paratattico tra il particolare e il tutto, in cui ogni frammento è soltanto una delle tante parti di un universale articolato e pluridentitario, la cui caratteristica principale è l’apertura a infinite interpretazioni. Ciò che ne nasce è un non-dramma caratterizzato da un tempo sovrastorico, che predilige il montaggio di momenti eterogenei, distanti nello spazio e nel tempo, lasciando spesso alla dimensione visiva e performativa un ruolo preponderante, e che trova ultima istanza nello sguardo dello spettatore.
Si delineano così le caratteristiche di un processo che applicato all’ambito di ricerca delle definizioni di scrittura scenica di Mango e di teatro postdrammatico di Lehmann getta nuova luce sui loro concetti chiave.

Curatori: Claudio Longhi, Daniele Vianello

Comitato Scientifico: Antonio Araujo, Christopher Balme, Maria João Brilhante, Chloe Déchery, Josette Féral, Clare Finburgh, Gerardo Guccini, Stefan Hulfeld, Lorenzo Mango, Aldo Milohnić, Elena Randi, Anneli Saro, Diana Taylor, Gabriele Vacis, Piermario Vescovo

Comitato organizzativo: Claudio Longhi – Daniele Vianello – Gerardo Guccini (responsabili), Silvia Cassanelli, Valentina Falorni, Licia Ferrari, Viviana Gardi, Stefania Lodi Rizzini, Giulia Maurigh, Rossella Mazzaglia, Debora Pietrobono, Martina Sottana, Angelo Vassalli