Chantal Boiron su Quelli che si allontanano da Omelas, “UBU Scènes d’Europe / European Stages”, 6 ottobre 2025
ErosAntEros festeggia i suoi quindici anni…
Chantal Boiron, “UBU Scènes d’Europe / European Stages”, 6 ottobre 2025
https://ubu-apite.org/erosanteros-fete-ses-quinze-ans/
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L’aspetto musicale è fondamentale negli spettacoli della compagnia ErosAntEros. Davide Sacco ha messo in scena Quelli che si allontanano da Omelas, tratto dal romanzo di fantascienza della scrittrice americana Ursula K. Le Guin, con dei musicisti ed Eva Robin’s, un’attrice iconica in Italia, che qui fa un magnifico lavoro di narratrice e solista. È teatro musicale, tra letteratura e realtà. I tre musicisti de La Mano Sinistra (Giuseppe Lo Bue, Gianluca Lo Presti e lo stesso Davide Sacco) suonano dal vivo, sono eccellenti e questo arricchisce molto lo spettacolo. Si potrebbe pensare alle canzoni di Brecht, su ritmi di oggi.
Il terzo elemento, molto importante, nella messa in scena di Davide Sacco, è il video con immagini di guerra, immagini violente che riflettono l’attualità. Si vedono bambini soli, abbandonati. Le luci, che giocano sul nero e sul grigio, creano un’atmosfera misteriosa e malinconica.
Nel romanzo di Ursula K. Le Guin, Omelas è apparentemente una città utopica, una città da favola dove regnano la prosperità e una forma di umanesimo. Nessun re, nessun schiavo, nessuna gerarchia. Ma tutto questo ha un prezzo molto alto: tacitamente, la felicità della città si basa sulla miseria, sulle disgrazie di un bambino, una sorta di capro espiatorio. Le sue sofferenze sono tali che chi lo vede lascia Omelas e non torna mai più. Dove vanno? Non lo sappiamo. Ma non importa. Senza dubbio hanno fatto la scelta “giusta”. Ursula K. Le Guin si inserisce in una filosofia morale. Alcuni sostengono che si sia ispirata ai Fratelli Karamazov di Dostoevskij, ma la scrittrice ha sempre affermato di aver trovato il tema del bambino capro espiatorio nello psicologo e filosofo americano William James. Se è difficile affermare che la questione del bene e del male sia presente nello spettacolo di Davide Sacco, vi si ritrova invece la questione della tolleranza e del rispetto dell’altro. Le immagini di guerra nei video evocano la guerra in Ucraina, le atrocità di Gaza, i paradossi delle nostre società moderne che inseguono una felicità artificiale e che, nonostante la loro prosperità, si chiudono sempre più in se stesse e rifiutano di vedere la sofferenza degli altri.
Ciò che rende forte lo spettacolo di Davide Sacco è la sua apparente semplicità. Se analizziamo ciò che vediamo, potremmo persino parlare di “staticità”: staticità di Eva Robin’s che ci affascina con la sua voce, con la sua presenza… Staticità dei tre musicisti dietro i loro strumenti. In realtà, ciò che “si muove” sono le immagini, cioè la realtà. È come se la narratrice e i tre musicisti volessero essere solo i portavoce della romanziera. Ed è proprio questa umiltà che conferisce allo spettacolo la sua dimensione politica. E poi ci si lascia trasportare dalla musica di La Mano Sinistra.”