Intervista ad Agata Tomšič, “Novi Matajur”, 26 agosto 2026
La mia sfida per Mittelfest sarà coniugare l’arte popolare a quella di avanguardia e ricerca, “Novi Matajur”, 26 agosto 2026
Ho sbirciato un po’ su internet riguardo il suo modo di concepire il teatro, mi sembra di aver capito che ha soprattutto a che fare con le contaminazioni, sia di generi che di linguaggi espressivi.
Sì, la multidisciplinarietà è qualcosa che mi interessa da sempre perché, come dicevo prima, il teatro era quel luogo che coniugava le mie passioni. Inoltre da oltre quindici anni porto avanti come performer, come attrice, un percorso di ricerca sulla voce e sul suono, tramite l’interazione sia nell’ambito della musica classica contemporanea che nell’ambito teatrale. E sono sempre stata interessata al visivo, anche al cinema d’essai, insomma a tutto ciò che può nutrire anche a livello estetico e visivo la mia creazione.
È una visione contemporanea, se non proiettata al futuro. Ma ci sarà spazio, nel suo Mittelfest, anche per la tradizione?
Sì, infatti nel mio progetto triennale per il festival è presente la mia sfida di coniugare la tradizione alla sperimentazione, l’arte popolare a quella di avanguardia e ricerca. Per farlo vorrei attivare dei processi di partecipazione attiva o condivisione dei percorsi artistici con le persone che abitano questi territori. Anche creando momenti di ritrovo, con momenti di visione di spettacoli insieme, di piccole pillole teatrali o musicali durante l’anno, per costituire una comunità che poi abbia voglia di mettersi in gioco durante il festival, anche provando cose che magari non conosce ancora.
Leggendo in questi giorni i titoli degli articoli, sia sulla stampa che sul web, che riguardano la sua nomina, balza all’occhio come sia stato spesso rimarcato che lei è la prima donna ad ottenere l’incarico di direttrice del Mittelfest. Che effetto le fa?
Penso che già la nomina sia una bella responsabilità, è un festival con una lunga storia, collocato in un territorio preciso, con delle relazioni di un certo tipo sviluppate negli anni. La prima sensazione è stata di soddisfazione perché posso mettermi alla prova consomething complesso. Spero di essere considerata per il mio lavoro, i miei titoli, le mie competenze, e non per il mio genere. Poi, ovviamente, è per me un onore essere la prima donna alla direzione di questo festival.