Intervista di Nico Nanni ad Agata Tomšič, “Il Gazzettino”, 30 luglio 2026
Agata Tomšič a Mittelfest: sono qui per imparare, “Il Gazzettino”, 30 luglio 2026
Il confine fisico non esiste più, forse rimane qualche freno mentale, culturale: lei ritiene che Mittelfest possa dare un contributo a superare questo timore?
Certamente sì. Io stessa ho fatto esperienze simili col mio lavoro, proprio per continuare a creare relazioni positive. Mittelfest ha sempre avuto un rapporto molto stretto con la Slovenia… Non mi sono candidata alla direzione per fare un festival italo-sloveno: m’interessa la dimensione della Mitteleuropa e di tutti i Paesi con quali il festival ha avuto e ha rapporti. La Mitteleuropa è stata esempio virtuoso di convivenza fra popoli e culture differenti: spero pertanto che quella dimensione possa essere valida e trasmessa anche oggi.
Lei ha seguito Mittelfest: forse è presto per parlarne, ma si è già fatta un’idea per il futuro?
Sono venuta qui per conoscere meglio il territorio, le persone che lo abitano, l’organizzazione. Sono ancora qui nella sede del festival per riunioni con la struttura, per conoscere le realtà culturali, produttive, associative di Cividale e della regione, per avere un dialogo con tutti. Ciò non significa che voglio fare un festival regionale; significa invece cercare un dialogo, studiare nuove strategie, ricercare nuovo pubblico, anche attraverso percorsi di formazione e partecipazione, e magari cercare strade nuove per avvicinare il pubblico ai linguaggi contemporanei, superando quel divario che spesso si crea tra arte e pubblico. Ovviamente mantenendo l’alto livello qualitativo e internazionale del festival.